L’esperto risponde

    • Gli esercizi da proporre a un anziano allettato sono molteplici e si possono dividere in esercizi da supino ed esercizi da seduto, a seconda del grado di immobilità del paziente.

      Se l’immobilità è severa, l’obiettivo è prevenire la perdita di forza muscolare e mantenere il tono, in modo da rendere possibili i movimenti base che si effettuano a letto per ricevere assistenza (igiene, cura).

      Consiglio 3 esercizi:

      • Nel primo, partendo dalle gambe, assistiamo il paziente nel movimento di flessione ed estensione del ginocchio, con il tallone che scorre sul lettino. 
      • Nel secondo esercizio prevediamo il movimento del bacino, che è il nostro centro di gravità. Con l’esercizio del ponte riusciamo a mantenere la mobilità del bacino stesso all’interno del letto. Il ponte viene effettuato piegando le ginocchia del paziente con i piedi in appoggio sul lettino e chiedendo di sollevare il bacino verso l’alto; è sufficiente che il paziente riesca a togliere peso dal bacino, in modo da poterlo muovere con poco dispendio di energie.

      Nel terzo esercizio, che riguarda le spalle e consente al paziente di mantenere la possibilità di sollevare il tratto alto della schiena dal letto, è possibile compiere il primo movimento necessario per il passaggio supino/seduto. Partendo dalla posizione del ponte (ginocchia piegate, piedi in appoggio) chiediamo al paziente di scivolare con le spalle prima a destra, poi a sinistra, attivando i muscoli del fianco. Per attivare la catena muscolare anteriore in questo esercizio, possiamo chiedergli “guarda i tuoi piedi” e ricercare il movimento di flessione del capo.

    • La collaborazione del paziente è uno dei fattori più importanti in riabilitazione. 

      Nei casi più gravi di decadimento cognitivo, l’impossibilità di comunicare rende difficile il percorso riabilitativo e molto complicato il compito del caregiver.

      I consigli a seguire sono per situazioni in cui la finestra comunicativa si può ancora considerare aperta o parzialmente aperta.

      Un primo consiglio è quello di parlare lentamente e chiaramente, cercando il contatto visivo e quando possibile mimando i movimenti che si vogliono proporre. 

      Un secondo consiglio è non avere fretta: a volte, infatti, il paziente può impiegare alcuni secondi per cogliere la richiesta e mettere in atto le azioni per soddisfarla. 

      In caso di paziente allettato, la posizione orizzontale mantenuta per diverso tempo può causare un disorientamento spaziale che porta ad avere paura nel movimento anche da sdraiati; per questo, quando possibile, è utile posizionare il paziente in una seduta passiva sicura, ovvero con appoggio posteriore e anteriore e piedi ben a contatto con il suolo.

    • Se una persona sola non è in grado di compiere le manovre di movimentazione del paziente, può intervenire un secondo caregiver. In entrambi i passaggi posturali, una persona compie gli stessi movimenti che si possono vedere nel video dedicato https://noicisiamo.santex.it/come-muovere-lanziano-allettato-esercizi-e-riabilitazione/ e guidare la manovra, mentre l’altra ha il compito di sorreggere il peso con una presa al bacino diretta ed efficace, posizionandosi dietro la carrozzina.

      Quando si sposta una persona pesante è importantissimo utilizzare le gambe in semi flessione e tenere la schiena quanto più dritta possibile per non avere contraccolpi.

      Nei casi più complicati, suggerisco un consulto con il medico per valutare se c’è la necessità di utilizzare un sollevatore meccanico.

    • Se i disturbi cognitivi compromettono la comunicazione, è comunque possibile fare riabilitazione di tipo passivo per prevenire gli accorciamenti muscolari e i danni da immobilità. Un caregiver può muovere i quattro arti del paziente, lentamente e senza arrivare a posture estreme, chiedendogli sempre collaborazione, rivolgendogli frasi come ad esempio: “Aiutami a muovere la gamba”. 

      In alcuni casi, ad esempio in presenza di Parkinson, è utile sapere che esistono dei momenti della giornata (ON) in cui il paziente, grazie ai farmaci, riesce ad avere un buon livello di attività fisica e mentale. Se c’è indicazione medica, è preferibile sfruttare proprio questi momenti: la capacità di movimento risulta più pratica e più sicura.

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